apparecchi ortodontici primitivi e moderni

L’uso di apparecchi ortodontici non è affatto una pratica moderna: i primi tentativi di correzioni dentali risalgono a secoli fa. Le forme ed i materiali che caratterizzavano questi apparecchi sono mutate molto nel corso del tempo evolvendosi da strumenti dolorosi e poco efficaci a dispositivi medici discreti ed efficienti.

Nell’antichità Greci, Etruschi e Romani erano soliti correggere il disallineamento dei denti usando bande o fili d’oro per spostarli oppure facendo pressione su di essi semplicemente mediante l’uso delle dita (pratica che veniva ripetuta periodicamente). Un’altra tecnica consisteva nella limatura dei denti per raggiungere un ridimensionamento degli stessi. Dunque, in questo caso, i denti non venivano mossi ma “smussati” fino ad ottenere su tutti la stessa dimensione.
Particolari tipi di apparecchi primitivi sono stati ritrovati anche su alcune mummie egizie: i fili che avvolgevano i denti erano fatti o di metallo o di intestini animali e venivano usati principalmente per ridurre i diastemi (gli spazi fra i denti).

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Facciamo un rapido salto in avanti arrivando al XVIII secolo. In quest’epoca era molto diffusa una tecnica decisamente spiacevole per i pazienti: venivano estratti diversi denti sani in modo tale da lasciare più spazio agli altri, allineandoli così con più facilità. Nonostante la barbarie di questo procedimento, il ‘700 ci ha regalato diversi passi in avanti in ambito ortodontico: il dentista Pierre Fauchard ideò un apparecchio a forma di ferro di cavallo, chiamato Bandeau, che aveva come obiettivo quello di allargare il palato. Questo strumento ha permesso di ridurre di molto le estrazioni tipiche di quel periodo in quanto un palato largo ha meno probabilità di sovraffollamento dei denti nell’arcata mascellare.
Fauchard era solito inserire fili di cotone fra i denti storti, in questo modo la saliva impregnava i fili gonfiandoli e rendendo i denti mobili, più facili da riposizionare mediante l’uso dell’apparecchio. Il tutto si concludeva con un fissaggio dei denti con dei fili metallici per dargli modo di riacquisire robustezza e stabilità.

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Nel XIX secolo, invece, si cominciò ad utilizzare un’alternativa ai fili metallici in oro e in argento molto diffusi per gli apparecchi dell’epoca: il caucciù vulcanizzato. Questa però non fu l’unica scoperta legata a tale periodo, infatti presero piede anche i primi apparecchi mobili, ideati da J.S. Ware, caratterizzati da viti e molle, ideali per un ingrandimento dell’arcata dentale.

Con il passare del tempo divenne sempre più evidente e necessaria la completa eliminazione della pratica di estrazione di denti sani come soluzione al sovraffollamento dentale e l’utilizzo di apparecchi sempre più evoluti ha reso possibile il raggiungimento di questo obiettivo. Il XX secolo ha visto una progressiva evoluzione degli apparecchi ortodontici passando da piastrine metalliche fissate a ciascun dente con delle fasce d’argento, avorio o oro ad adesivi in grado di incollare i brackets direttamente ai denti senza doverli più legare intorno ad essi.

La vera svolta è avvenuta nel 1999 quando due studenti universitari, Kelsey Wirth e Zhia Chrishti, realizzarono i primi allineatori dentali invisibili mediante l’uso della litografia computerizzata. A differenza dei classici apparecchi in metallo che vengono stretti o allargati a seconda del tipo di trattamento in corso, queste mascherine vengono sostituite ad intervalli regolari con delle nuove permettendo così un graduale, e decisamente meno doloroso, allineamento dei denti. Con questa nuova generazione di apparecchi viene dato molto più peso all’estetica rispetto al passato: ci si è posti l’obiettivo di raggiungere un ottimo risultato finale risultando però al contempo il più discreti possibile.

 

L’abbandono delle classiche strutture metalliche ha permesso ai pazienti di acquisire molta più sicurezza nell’affrontare un trattamento ortodontico, cosa che fino al secolo scorso era assolutamente impensabile. Ad oggi gli apparecchi non sono più gli strumenti di tortura che erano un tempo e sanno fare il loro lavoro molto più velocemente rispetto al passato. Tuttavia, l’estetica non è l’unico dei vantaggi legati all’utilizzo degli allineatori invisibili targati FlexiLigner, se vuoi scoprire tutti gli altri benefici del nostro trattamento visita il nostro sito.

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